Sicilia, bedda mia!

S. Stefano Quisquina(AG) – Teatro Andromeda
Ph Toni Palazzolo

Ultima notte sull’isola.

Sento impellente il bisogno di scrivere quello che porterò a casa di questo viaggio.

Anche se, forse, sarebbe più corretto chiamarla esperienza. Un’esperienza fortissima e, per certi versi, irripetibile.

La Sicilia è stato un viaggio programmato all’inizio di un anno, questo 2020, che di lì a poco sarebbe diventato un Annus Horribilis, un anno da augurarsi altrettanto irripetibile.

Un viaggio che volevo così tanto e da così tanto tempo che ho continuato a prepararlo durante il lockdown ripetendomi che l’avrei fatto in ogni caso se avessero permesso nuovamente gli spostamenti.

Anche con la mascherina, anche con il distanziamento sociale.

Un viaggio che volevo così tanto e da così tanto tempo che ho deciso di farlo in ogni caso.

Anche da sola…

Così, quando la mia amica e compagna d’avventura mi ha detto che non sarebbe potuta più partire, ho voluto dare ancora una volta ascolto alla mia fidatissima vocina interiore che continuava a ripetermi: amunì!(sì, lo so: è sempre un passo avanti😂)

E, come sempre, aveva ragione lei.

Ho scoperto una regione pazzesca!

Sono stata conquistata dalla spudorata e al tempo stesso martoriata bellezza di Palermo.

Sono rimasta senza parole di fronte al massiccio tributo all’arte e alla cultura che questa regione offre generosamente ai suoi visitatori.

Ho mangiato da dio. E, dio, quanto ho mangiato!!!(#iorotolodasola)

Mi sono commossa al Teatro Andromeda.

Ho vagato incantata tra i vicoli di cittadine talmente belle da sembrare finte: Ortigia, Ragusa Ibla, Noto, Scicli.

Ho fatto il bagno in acque bellissime.

Ho sentito, in modo quasi tangibile, la presenza di civiltà antiche: Segesta, Selinunte, Agrigento, Piazza Armerina, Siracusa, Taormina.

Ho pianto assistendo in diretta all’incendio di Altofonte e leggendo dell’incendio alla Riserva dello Zingaro dove ero stata soltanto qualche giorno prima.

Ho sentito montare la rabbia fermandomi a Capaci e in Via D’Amelio.

E, in tutto questo vortice di emozioni, non mi sono mai sentita sola.

Ho avuto la fortuna di incontrare persone fantastiche con cui condividerle e da cui mi sono sentita accolta come una di casa: Toni e la sua bellissima famiglia, Mila(a proposito: grazie, Francesco!) ed ho sentito la vicinanza della mia famiglia e degli amici più cari che mi chiedevano come stessi, dove fossi e se tutto stesse procedendo per il meglio.

Insomma, anche alla fine di questo viaggio, faccio fatica a richiudere la mia valigia🥰

Vi aspetto alla prossima tappa,

Caterina

Lascia un commento