
16 Settembre 2019
Sono sul volo di ritorno. E’ stato un viaggio bellissimo, una miriade di emozioni contrastanti e potenti riempiono ancora di meraviglia i miei occhi ed il mio cuore.
Ho voglia di tornare a casa, dagli amici che mi aspettano, da chi, seppure lontano, ha voluto condividere giorno dopo giorno questo viaggio con me, dalla mia famiglia.
Premessa
Si dice che il nostro IO profondo non sbagli mai e che se la vocina interiore ci dice di andare verso una persona, un luogo, un’esperienza, si può scegliere di non ascoltarla per un po’ ma, prima o poi, bisogna rispondere all’appello ed andare incontro a quella persona, quel luogo, quell’esperienza per viverla al meglio delle proprie possibilità.
Io ho sposato questo modo di reagire alla mia – ahimè – logorroica vocina da molto, molto tempo. A volte mi ha spinto a schiantarmi contro veri e propri muri. Altre volte mi ha condotto verso giorni e notti di lacrime. Altre ancora verso periodi di gioia profonda. Sempre e comunque attraverso momenti, incontri ed esperienze che mi hanno dato tanto lasciandomi ricordi indelebili.
Così è stato anche per questo viaggio.
Gennaio
Sono a casa, quasi sempre da sola, ancora convalescente per l’intervento ad entrambi i piedi, l’umore un po’ giù. Ho due biglietti aerei gratis da prenotare entro il mese e tanta voglia di allontanarmi dai pensieri pesanti che, ormai da mesi, fanno capolino sempre più spesso.
Comincio a fantasticare su una possibile meta.
Prima la Cina, viaggio che immagino da qualche anno. Poi, ecco la vocina che non fa che ripetermi: Africa, Africa, Africa.
Mi dico: ma sì, sogni l’Africa da sempre. Questo è l’anno giusto per andarci!
D’accordo, ma con chi partire per un viaggio, per tanti versi, così impegnativo? Da sola non me la sento. Non posso certamente chiedere ai miei amici e sperimentati compagni di viaggio accoppiati di lasciare i mariti per venti giorni e non è esperienza da poter fare con una persona con cui non hai mai viaggiato. A quel punto, non ho avuto dubbi: lo propongo a Franca e lei accetta! Andremo in Sudafrica!!!
Febbraio,marzo,aprile,maggio
L’organizzazione entra nel vivo. Innanzitutto stabiliamo un budget complessivo per il viaggio. Subito dopo, comincia la parte più bella. Le sere trascorrono divorando guide, consultando forum. Comincio a delineare un possibile itinerario, lo propongo a Franca e lei candida, mi dice: zia, mi fido di te, fai tu(#lasventuratarispose)
Calcolo le distanze tra le varie località che vorrei visitare, scelgo le tappe, prenoto gli alberghi. L’entusiasmo cresce e con esso, non lo nascondo, anche una certa ansia.
E già, perché ogni volta che dico a qualcuno che andrò in Sudafrica con mia nipote e che attraverseremo il paese da est a ovest, la reazione è sempre, più o meno, questa: Da sole?!? Due donne?!? E guidate voi?!?
Chiaramente, il sincero affetto e la conseguente preoccupazione che accompagnano queste reazioni, sono un balsamo per la mia anima.
Al tempo stesso, mi fanno sentire investita di una grande responsabilità e mi fanno sorgere il dubbio che sia un viaggio effettivamente un po’ azzardato. Poi, però, mi basta riaprire la guida per dirmi che andrà tutto bene e che torneremo da questo viaggio soddisfatte e rigenerate.
Giugno,luglio,agosto
Il viaggio è organizzato, la patente internazionale richiesta ed entro i primi giorni di agosto avrò sistemato anche la questione dei vaccini.
Ora voglio cominciare ad accumulare energia positiva dalle persone care, voglio incontrare tutti, voglio rivedere chi non vedo da tempo, voglio partire avendo ben presente tutto ciò che rende bella la mia vita qui. E la vita, generosa, vuole che io parta ancor più carica. Fino all’ultimo giorno mi regala nuove emozioni, nuovi sorrisi, nuove paure da affrontare e lasciar asciugare insieme alle lacrime di sollievo.
26 agosto 2019
Il grande giorno è arrivato. Parto serena e con la certezza di tornare, questa volta forse più di altre, con la valigia ricolma di bellezza.
Ci vediamo al ritorno. Vi mostrerò…la mia Africa!