
Sono ancora scossa dall’esperienza, fortissima, vissuta ieri all’Istituto dei ciechi di Milano, durante il Dialogo al buio, la mostra per imparare a “guardare” la realtà da un altro punto di vista.
Un percorso in cui, con la guida di una persona cieca e l’aiuto degli altri quattro sensi, si attraversano situazioni di vita quotidiana COMPLETAMENTE al buio.
Dal momento in cui sono stata condotta nella più profonda oscurità, è cominciato un viaggio incredibile attraversato da una vera e propria girandola di emozioni.
Dal panico iniziale di ritrovarmi improvvisamente priva di qualsiasi riferimento, a parte la voce di Marta, all’entusiasmo di riuscire a riconoscere un oggetto toccandolo con tutta la mano – come lei ci ha ripetuto spesso – fino al vero e proprio terrore di trovarmi fuori, per strada, a dover semplicemente attraversare un incrocio qualunque di una città qualunque.
Obiettivo della “mostra” non è quello di simulare la cecità, ma di comprendere e apprezzare(cosa non facile ed immediata per noi vedenti) che abbiamo ben altri quattro sensi che, se usati abitualmente, sono in grado di amplificare la percezione di qualsiasi esperienza ci ritroviamo a vivere, non limitandoci a guardarla con gli occhi.
Non voglio raccontarvi l’esperienza, ma invito davvero chiunque viva o vada a Milano a trovare un paio di ore per viverla(#nonvenepentirete).
Voglio piuttosto condividere con voi le parole che, da ieri, continuano a girarmi in testa, le parole del giornalista Guido Vergani, che partecipò alla prima apertura di Dialogo nel buio: “E’ una buona lezione quella di questa mostra che apparentemente non mostra e che, invece, insegna a noi, fagocitati dalle immagini, il valore del buio per vedere davvero le cose”
Ieri sono tornata da questo breve viaggio sicuramente con una maggiore consapevolezza dei miei cinque sensi e non riuscendo in nessun modo a chiudere la mia valigia…
Vi aspetto, come sempre, alla prossima tappa!